Pronuncia della Cassazione in data 30 maggio 2019 della Cassazione – Comunicato AssoCanapa Associazione

La pronuncia delle SS.UU., così come si legge dall’informazione provvisoria diramata il 30 maggio, conferma la correttezza dell’interpretazione della legge 242/2016 che Assocanapa ha dato ufficialmente fin da quando è uscita e prima addirittura che entrasse in vigore, posizione che ha poi mantenuto invariata fino ad oggi.
Il riferimento a foglie, infiorescenze, olio, resina (e per olio evidentemente non si intende l’olio di semi di canapa che è un prodotto alimentare ma il cosiddetto olio di CBD) ci fa capire che i prodotti contenenti canapa che possono essere commercializzati nel rispetto delle normative di settore sono gli alimenti e i cosmetici e gli altri elencati dalla legge purché derivanti da varietà iscritte nel catalogo comune mentre per i prodotti contenenti parti di piante della specie Cannabis Sativa L. di varietà non comprese nel Catalogo Europeo non si verifica l’inversione dell’onere della prova che la legge 242 ha posto a vantaggio soltanto degli agricoltori che l’hanno rispettata.
Al di là della comprensibile confusione tra la specie e le varietà all’interno della specie, la pronuncia, avendo un dispositivo molto sintetico, ha in generale creato panico tra gli interessati tanto che abbiamo stamattina registrato cancellazioni di ordini sia per la semente che per i prodotti alimentari. Sono i nostri due prodotti di punta e non sono toccati dalla Cassazione.
La pronuncia evidenzia soprattutto la necessità che Governo e Parlamento intervengano al più presto per chiarire situazioni da troppo tempo in sospeso con danno per operatori che lavorano da anni e che hanno investito sulla base del quadro normativo preesistente alla legge 242, quadro normativo che in buon parte è ancora in piedi e rispetto al quale la legge non voleva certamente tornare indietro.
La nostra organizzazione, che ha mosso i primi passi nel 1990 e nel tempo si è evoluta fino alla terza generazione, fino ad arrivare all’Organizzazione di Produttori, è come sempre disponibile a sedersi ad un tavolo con operatori rappresentativi di concrete realtà produttive e a dare il proprio contributo di esperienze e di idee ed è convinta che buona parte dei problemi potranno essere risolti anche rapidamente con una Circolare Interministeriale mentre per alcuni aspetti importanti sono necessarie modifiche del quadro normativo.
Occorre dare a tutti certezze, nell’interesse primo dello Stato e delle imprese e per la tutela dell’occupazione. E queste certezze non le possono dare delle “autoregolamentazioni” ma soltanto le istituzioni che sono preposte a darle con chiarezza e a farle rispettare.

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE PENALI
Informazione provvisoria n. 15 del 30 maggio 2019
Questione controversa: 

Se le condotte diverse dalla coltivazione di canapa delle varietà di cui al catalogo indicato nell’art. 1, comma 2, della legge 2 dicembre 2016, n. 242, e, in particolare, la commercializzazione di cannabis sativa L, rientrino o meno, e se sì, in quali eventuali limiti, nell’ambito di applicabilità della predetta legge e siano, pertanto, penalmente rilevanti ai sensi di tale normativa

Soluzione adottata:

La commercializzazione di cannabis sativa e, in particolare, di foglie, inflorescenze, olio, resina, ottenuti dalla coltivazione della predetta varietà di canapa, non rientra nell’ambito di applicazione della legge 242 del 2016, che qualifica come lecita unicamente l’attività di coltivazione di canapa delle varietà iscritte nel catalogo comune delle specie di piante agricole, ai sensi dell’art. 17 della direttiva 2002/53 CE del Consiglio, del 13 giugno 2002, e che elenca tassativamente i derivati dalla predetta coltivazione che possono essere commercializzati; pertanto, integrano il reato di cui all’art. 73, commi 1 e 4, d.P.R. n. 309/1990, le condotte di cessione, di vendita e, in genere, la commercializzazione al pubblico, a qualsiasi titolo, dei prodotti derivati dalla coltivazione della cannabis sativa L, salvo che tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante.

Riferimenti normativi:

legge 2 dicembre 2016, n. 242, artt. 1, 2, 3, 4; d.P.R., 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73″.

Il Presidente

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