Il progetto di Ford: l’automobile di canapa

Da FormulaPassion, 3 agosto – Il 13 agosto del 1941, mentre la Seconda Guerra Mondiale sconvolge l’Europa, gli Stati Uniti hanno ancora l’opportunità di distrarsi con le tradizionali feste estive. Ai Dearborn Days, il festival della città dove ha sede il colosso automobilistico Ford, fa la sua comparsa tra gli stand e le bancarelle di cibo una strana automobile, guidata dallo stesso Henry Ford. La vettura, che ha una forma “coerente” con i modelli di quegli anni, è però sorprendentemente innovativa nel tipo di costruzione.

Sopra ad un telaio in tubi metallici, un team guidato da Lowell E. Overly (a cui è stato traferito il progetto dopo l’insuccesso di Eugene Turenne Gregorie, capo del dipartimento design) è stata applicata una carrozzeria composta da 14 pannelli in materiali plastici rinforzati, con utilizzo per il 10% di fibre di cannabis.

Denominata allora “Soybean Car” (l’auto di soia) ma sopravvissuta nei ricordi popolari come “Hemp Car” (l’auto di cannabis), questa vettura sperimentale rispondeva ad una precisa strategia, sposata e condotta con vigore da Henry Ford, cioè unire l’industria e l’agricoltura in progetti comuni che permettessero di recuperare gli scarti o i prodotti a basso costo, utilizzandoli al posto dell’acciaio e consentendo anche costruzioni più leggere e resistenti.

A realizzare questa avveniristica automobile è il Soybean Laboratory al Greenfield Village (oggi sede del museo Ford) che si avvale della preziosa consulenza del botanico e chimico George Washington Carver. È proprio Lui, che lavora al Tuskegee Institute in Alabama finanziato dalla Ford, a formulare la composizione del materiale di origine vegetale con cui sono costruiti i 14 pannelli: 50% di fibre provenienti dal Pinus Elliottii (una conifera diffusa nel sudest del Paese), al 30% da paglia, al 10% da ramie’ (fibra vegetale usata da migliaia di anni in Oriente e impiegata dagli egiziani per avvolgere le mummie) e al 10% da cannabis. Il tutto assemblato con una resina cellulosica ricavata appunto dalla soya.

La vita di questo prototipo fu molto breve, perché l’inizio della Guerra del Pacifico obbligò a sospendere le ricerche e, come raccontano alcune fonti, perfino l’unico esemplare della “Hemp Car” venne distrutto fra il 1945 e il 1946 per ordine di Eugene Turenne Gregorie.

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