Adesso basta con le stupidaggini!!! Facciamo un po’ di chiarezza sulla situazione del mercato del seme da semina di canapa in Italia

Assocanapa Srl, 28 ottobre 2019

Dallo scorso anno, in riunioni, convegni, incontri ed audizioni nelle sedi istituzionali sentiamo ripetere da vari soggetti, che non citano mai le loro fonti di informazione, che “la produzione delle sementi di canapa in Italia non esiste o non è comunque sufficiente a soddisfare la richiesta del mercato”.

Riteniamo doveroso fare chiarezza sull’argomento come ditta sementiera che da decine di anni moltiplica le due varietà storiche del nostro territorio: Carmagnola e CS (Carmagnola Selezionata). Possiamo affermare ma soprattutto dimostrare, fatture di vendita alla mano, che le cose non stanno così.

La richiesta di semente certificata di canapa dioica in Italia è molto ridotta perché attualmente l’unica produzione di discreta entità è quella delle infiorescenze per la quale sono necessarie quantità irrisorie di semente. La nostra azienda non solo ha soddisfatto la richiesta del mercato italiano per le due varietà che moltiplica da tempo ma se riesce a vendere le decine di tonnellate che è arrivata a produrre e certificare negli ultimi tre anni e a farsi conoscere nel mondo tanto da avere acquisito contratti di moltiplicazione per clienti esteri anche di altre varietà italiane e straniere, deve ringraziare la crescita della domanda di semente da paesi UE ed extra UE, crescita peraltro frutto soltanto del suo impegno.

Qualcuno poi ci accusa di avere il monopolio del mercato del seme da semina: questa affermazione, oltre ad essere ridicola, è irritante per noi che vendiamo quanto otteniamo sulla base di contratti stipulati con imprenditori agricoli e onoriamo regolarmente i pagamenti, non solo ma sul fatturato paghiamo le royalties all’ente italiano responsabile del mantenimento delle varietà e anche questo possiamo dimostrarlo con fatture alla mano. Commercializziamo poi da oltre dieci anni ridotti quantitativi di semente di varietà monoiche acquistate dai produttori francesi perché purtroppo non ci sono varietà monoiche italiane che possano allo stato attuale soddisfare quella piccola fetta di mercato della semente che necessita di monoiche soprattutto per produrre granella alimentare e/o per esigenze tecniche. E’ però da precisare che le varietà francesi sono tutt’altro che da disprezzare e che molte altre aziende italiane commercializzano le varietà francesi ed anche varietà di paesi dell’est.

Rinviando ad altra sede i nostri punti di vista su come e cosa bisognerebbe fare per consentire lo sviluppo della filiera della canapa su tutto il territorio nazionale, con questo scritto chiediamo rispetto a detrattori e invidiosi molti dei quali debitori della nostra azienda.  E ci piace, citando il detto dei nostri vecchi “solo chi non fa non sbaglia”, affermare che nella nostra quasi trentennale attività abbiamo anche noi commesso errori, ma sicuramente abbiamo fatto “fatti e non solo parole!”.