La coltura che risana: non tutte le risorse rinnovabili sono sostenibili

Canapillola “La Coltura che Risana”: Episodio 2

“Canapa e ambiente: non tutte le risorse rinnovabili sono sostenibili”

 

Una risorsa rinnovabile si dice anche “sostenibile” se il tasso di riproduzione della medesima è uguale o superiore a quello di utilizzo. Tale concetto implica la necessità di un uso razionale delle risorse rinnovabili: l’acqua e le foreste rappresentano risorse rinnovabili utilizzate ormai in maniera insostenibile.

Lo stigma culturale e le leggi proibitive in atto verso la canapa ostacolano i tentativi di approcci educativi e progressivi,  marginalizzando il ruolo fondamentale di questa pianta come risanatrice ambientale. Quali sono i fattori che rendono la canapa una filiera sostenibile? Analizzandone il ciclo di vita sono stati riscontrati numerosi benefici rappresentanti punti di svolta sia dal punto di vista economico che sociale.

La prima fase, dalla nascita e durante la coltivazione, è significativa in quanto non richiede particolari lavorazioni in campo. La coltura può quindi fare a meno dell’utilizzo di mezzi agricoli, diminuendo il consumo di carburanti di origine fossile e il dispendio energetico. Questa facilità di coltura può contribuire al recupero di suoli dismessi, preservandoli dalla erosione eolica o idrica, dalla desertificazione e dall’abbandono dei rifiuti.

Infografico su canapa in agricoltura

La canapa è protagonista nella preservazione dei suoli sotto molteplici aspetti. In primo luogo, se coltivata con buona tecnica non necessita di diserbanti e parassitari, favorendo la preservazione di suoli, aria e falde acquifere dalla contaminazione di sostanze chimiche. Inoltre, grazie alla sua radice fittonante, è in grado di recuperare fino a due metri di profondità di nutrienti, oltre a quelli dati dalle sostanze azotate rilasciate sullo strato superficiale del terreno alla caduta delle foglie. Questa azione, associata alla presenza dei cannabinoidi, migliora la fertilità e salubrità dei suoli a beneficio delle colture successive. Infatti, a parità di input, la produttività delle colture successive alla canapa aumenta dal 20 al 30%.

Questi fattori permettono alla canapa di inserirsi utilmente nella rotazione agraria rappresentando un’alternativa alle Short Rotation Forestry (SRF). Quest’ultime sono colture arboree come ad esempio il pioppo, le quali, avendo cicli poliennali, sottraggono i suoli alle altre colture impedendone l’alternanza per tutta la durata del ciclo colturale. Inoltre, le SRF richiedono molte energie per il loro mantenimento tra cui interventi meccanici, idrici, diserbanti concimanti e fitosanitari.

Come precedentemente menzionato, l’acqua e le foreste sono diventate risorse preziose bisognose di tutela. Un ulteriore ostacolo prorompente nel mondo agricolo è l’utilizzo di apporti irrigui insostenibili necessari per la coltivazione. Ad esempio, per una coltura di mais sono richiesti circa 5000 metri cubi di acqua per ettaro. Al contrario, la canapa rappresenta una coltura resistente che non necessita di copiosi apporti irrigui, riducendo i dispendi energetici e le emissioni legate alle operazioni di irrigazione. I nostri 20 anni inoltrati di esperienza nella coltivazione della canapa ci permettono di dire che anche negli anni più siccitosi, mentre tutte le altre colture seccano, la canapa resiste, producendo solo il 20% in meno.

La canapa può inoltre essere un’arma contro la deforestazione, grazie alla sua resa di oltre 12 tonnellate di sostanza secca per ettaro ottenute in soli cinque mesi. Ciò è equivalente alla resa di un ettaro di bosco ottenibile in cinque anni. Inoltre, con la sua imponente massa verde di 80 tonnellate per ettaro offre notevoli benefici di aereofiltrazione e produzione di ossigeno.

Solo trattando la fase iniziale della coltura abbiamo riscontrato che i benefici della coltivazione della canapa si estendono oltre alle proprietà nutritive e industriali ricavabili da essa. L’attività agricola in sé è preziosa in quanto il ciclo di vita della pianta offre alternative sostenibili rispetto a tecniche tradizionali, di cui approfondiremo ulteriormente le successive fasi benefiche nel dettaglio.

Questo è il secondo episodio dell’articolo a puntate (o meglio Canapillola!) “La Coltura che Risana”. Nelle prossime settimane usciranno gli articoli a seguire. Puoi leggere il primo articolo qui.

 Contributor: Michele Castaldo – Copy editor: Domizia Feriaud