Ancora a parlar di foglie e fiori… ma la questione resta sospesa

Proprio non ce la si può fare! La questione sulla liceità della produzione dei fiori di canapa resta aperta, nonostante un tavolo di filiera costituito due anni fa per far interagire e lavorare insieme istituzioni e associazioni del settore al fine di agevolare e consentire lo sviluppo della canapa industriale nel nostro paese, nonostante lo sviluppo fiorente di coltivazioni finalizzate a fornire un mercato orientato all’uso ludico.

Un po’ di cronistoria sui fatti più recenti sull’argomento.

Il 18 maggio scorso sulla Gazzetta Ufficiale viene pubblicato il decreto interministeriale sulle erbe officinali; sono coinvolti il Ministero delle Politiche Agricole, quello della Salute e quello della Transizione Ecologica. Focus sull’articolo 1 comma 4 in cui si afferma che la coltivazione della Cannabis sativa L (quella che semplicemente definisce la canapa industriale) per produrre semi e derivati dai semi è regolata dalla Legge 242/16. Per la produzione di foglie, infiorescenze o sostanze attive ad uso medicinale ci si deve riferire al DPR 309/90 (conosciuto come il testo antidroga), che vieta la coltivazione della Cannabis senza autorizzazione del Ministero della Salute.

Dopo la pubblicazione del decreto alcune associazioni del settore canapa presentano ricorso al Tar del Lazio che lo accoglie nella prima udienza di inizio settembre con una ordinanza: chiedendo al Ministero della Salute di fornire le prove scientifiche e le motivazioni che hanno portato a quanto  affermato nel decreto sulle erbe officinali riguardo alla canapa industriale.

Elementi essenziali su cui si basa il ricorso: contrasto tra le fonti normative, sentenze recenti della Corte Europea che hanno dato ragione a produttori e commercianti del settore, aumento di confusione che danneggia gli operatori del comparto, posizione italiana in controtendenza rispetto allo sviluppo che questo settore sta avendo in altri paesi UE ed extra UE.

Ora quindi si dovrà attendere la risposta del Ministero della Salute, si pensa all’inizio del nuovo anno.

Dunque, dal punto di vista normativo, l’annosa questione resta ancora “pendente”.