AssoCanapa Associazione – Agronomia

Le indicazoni sono riferite all’Italia.

Caratteristiche generali e punti di forza

La canapa è un’ottima risorsa per un’agricoltura naturale ed innovativa, fornisce un aiuto efficace alla difesa dell’ambiente, contrasta l’inquinamento dell’ecosistema, difende la biodiversità, migliora i terreni, favorisce la rotazione e la diversificazione colturale e la conversione al biologico, riduce i costi energetici, il consumo d’acqua e l’impegno lavorativo dell’agricoltore. Rende il massimo nei terreni sciolti e fertili ma si adatta bene anche nelle aree marginali. Se seminata con la giusta tecnica e densità, con una crescita veloce soffoca le erbe infestanti. Riconosciuta come pianta rinnovatrice per eccellenza, a ciclo annuale primaverile, NON è infestante, si adatta a quasi tutti i terreni, anche collinari non troppo in pendenza. Predilige i terreni profondi leggeri e di medio impasto. NON soffre le gelate tardive, Nella pratica colturale NON si impiegano diserbanti, antiparassitari e salvo rare occasioni di particolare “stress” NON serve irrigazione, è una coltivazione dinamica che si adatta al cambiamento stagionale e  si può coltivare in diverse condizioni pedologiche, anche nel sud Italia e in montagna, può essere seminata sia in primavera ad inizio marzo che in epoca tardiva a maggio, in secondo raccolto addirittura a fine giugno; per quest’ultima particolare pratica servono naturalmente condizioni ambientali che garantiscano un’umidità del letto di semina favorevole alla germinazione ed al radicamento nel primo stadio di emergenza.

Caratteristiche particolari e punti deboli

La canapa non ama i terreni poco profondi e i terreni compatti molto argillosi, soffre mortalmente il ristagno d’acqua, nelle zone più siccitose e meridionali sarà bene seminare in periodo precoce, entro marzo max inizio aprile, impiegare varietà tardive. Nei terreni compatti serve preparare bene il terreno in autunno con aratura medio profonda ed in primavera prima della semina affinare per bene il terreno; in queste particolari condizioni si consiglia una lavorazione meccanica (semina combinata con erpice rotante) con minor compattamento del terreno.
Durante le semine tardive a maggio-giugno, soprattutto nei terreni sciolti in caso di piogge battenti e successivo immediato caldo si può verificare la formazione di CROSTE SUPERFICIALI che, se il seme deve ancora germinare o si trova nel primissimo stadio vegetativo, devono assolutamente essere eliminate (con attrezzo rompi-crosta da mais/soia).
In alcuni casi ha dimostrato di patire l’impiego eccessivo di diserbo per le infestanti a foglia larga utilizzato sulla precedente coltura.
La canapa ha radici lunghe e fittonanti: per questa caratteristica più riuscirà ad andare in profondità con le radici meglio potrà crescere e produrre, trovandosi in condizioni ottimali.

Ambiente/clima

La canapa è coltura molto adattabile, non soffre le siccità estive se non in condizioni estreme, può essere coltivata in diverse condizioni pedologiche e climatiche, anche in collina e in montagna.
Nel centro-sud si consiglia l’impiego di varietà tardive mentre nel centro-nord anche varietà medio precoci.

Epoca di semina

Per poter germinare la canapa deve trovare un terreno umido.
Nel Centro/Sud d’Italia, salvo anomalie climatiche, si semina da metà febbraio a metà/fine marzo, al Nord da fine marzo a metà maggio.
La canapa non teme le gelate tardive. E’ possibile la semina in secondo raccolto (fino a fine giugno) se le condizioni climatiche garantiscono l’umidità per la germinazione del seme.

Tecnica di semina

Preparazione del terreno: come per i cereali
Macchinario: seminatrice da frumento
Distanza tra le file: 15/20 cm
Profondità max 2-3 cm

Densità di semina ed epoche consigliate:

50 kg/ha per colture da paglie ad uso tecnico, impiegare varietà tardive monoiche o dioiche
35 kg/ha per colture da seme ad uso alimentare, impiegare varietà monoiche medio-precoci o tardive
20-25 kg per la coltivazione di varietà dioiche certificate da seme (moltiplicazione), semina tardiva

Diserbo

Se seminata con la giusta tecnica la canapa in genere non richiede alcun trattamento fitosanitario e diserbante.

Concimazione

Nei terreni fertili ed equilibrati la canapa non ha particolari necessità, si consiglia sempre un buon apporto di concimazione organica per il mantenimento della fertilità e della struttura del suolo.
Per quanto riguarda la fertilizzazione media gli apporti asporti sono di:

  • N120U/ha in presemina fino a 50 cm o frazionato per maggior produzione di seme
  • P 100U/ha
  • K 300U/ha
  • se in terreni acidi anche Ca 320U/ha

Consumo idrico

Nel primo stadio vegetativo la canapa può addirittura morire se si verifica un RISTAGNO DI ACQUA, ama i terreni umidi, e nelle estati calde riesce a raggiungere l’umidità del terreno in profondità grazie alle lunghe radici fittonanti.
Ha dimostrato di resistere alla carenza di acqua più di tutte le altre colture industriali. In particolare, in alcune estati siccitose degli ultimi venti anni, ha dimostrato di poter resistere rispetto ai cereali primaverili e di poter comunque produrre, anche se in minor quantità.

Parassiti

Nelle coltivazioni recenti siamo stati testimoni di attacchi di diversi parassiti: metcalfa, nottua defogliatrice, piralide e cimice Nella maggior parte di questi casi NON sono stati rilevati danni compromettenti la resa. In Veneto un solo caso di attacco da ferretto ha però compromesso totalmente la coltura.

Raccolta

paglie (steli) ad uso tecnico
A fine agosto si falcia con barra falciante. Si lascia in campo per 30/40 giorni per una prima pre-macerazione, si andana facendo attenzione a non comporre file troppo grandi e schiacciandole con la ruota del trattore, si imballa con roto-presse (più indicate quelle a rulli o a catene) adatte anche quelle a cinghie; in molti casi levare l’infidatore ha permesso un grande miglioramento nel funzionamento del pic-up di raccolta; si può imballare anche con grandi parallelepipedi “big-baler”, le paglie falciate possono essere lasciate in campo a macerare fino a ottobre ed è importante che le stesse siano ben essiccate e che non contengano infestanti, pietre e metalli che danneggiano i macchinari.

seme ad uso alimentare
Periodo di raccolta: a fine settembre/inizi ottobre quando la maggior parte del seme è maturo, con mietitrebbia.
Se l’altezza della coltura supera i 2,50 mt di altezza si possono impiegare solo le mietitrebbie tipo Case IH Axial Flow oppure John Deere S perché hanno battitore unico longitudinale; nel caso di altezze inferiori si possono usare anche mietitrebbie convenzionali.
In tutti i casi: barra di taglio da frumento/soia; griglie: regolazione tipo soia/mais; ventilazione: da verificare in campo.
Il seme raccolto deve essere immediatamente essiccato con aria a bassa temperatura.

seme da moltiplicazione di varietà certificate dioiche
Periodo di raccolta metà ottobre, e comunque a maturazione, mietitrebbia con battitore unico longitudinale, Immediata essicazione a bassa temperatura del seme raccolto.
Altre condizioni: come da contratto con AssoCanapa srl ditta sementiera autorizzata

Rese produttive

La canapa dà le rese più elevate nei terreni sciolti e freschi delle pianure alluvionali, un tempo appunto dette “terre da canapa”
In passato la resa media in steli con le varietà italiane nei terreni più fertili era stimata in sostanza secca (13% di umidità) in 130 q/ha. In sperimentazioni condotte qualche anno fa dall’Università di Pisa con la varietà Carmagnola nella bassa valle dell’Arno sono stati superati i 160 q/ha.
In terreni poco fertili o marginali le rese in steli di coltivazioni “normali” variano in genere dai 50 ai 100 q/ha
In condizioni climatiche “normali” la resa media in seme delle varietà monoiche francesi e Juso 31 varia dai 6 ai 10 q/ha (massima finora riscontrata in Italia 8,5 q/ha), quella delle varietà dioiche varia da 4 a 8 q/ha.
Incidono comunque sulla resa in seme oltre alla fertilità del terreno e all’apporto idrico nell’epoca di formazione del seme, anche la trebbia di cui si dispone, l’esperienza del trebbiatore con la canapa, la capacità di individuare l’epoca giusta per la raccolta.

Miglioramento dei terreni

E’ conosciuto fin dall’antichità e confermato dalla nostra esperienza che la canapa migliora i terreni. Dopo canapa infatti sono riferiti consistenti incrementi delle produzioni di cereali ed eccezionali performances delle colture orticole.
Il miglioramento, che fino ad oggi non è stato oggetto di studi specifici è attribuito a diversi fattori:
-la canapa raggiunge con la radice profondità notevoli dove preleva i nutrienti e in seguito, spogliandosi delle abbondanti foglie, in parte restituisce materia organica allo strato superficiale (contrasto alla desertificazione),
-.l’azione meccanica svolta dalla radice
-la presenza nella canapa di sostanze che hanno proprietà battericide/insetticide.
La canapa inoltre protegge i terreni dal dilavamento e, durante la fase vegetativa (primavera/estate/autunno) trattiene notevoli quantità di azoto prelevato dal terreno impedendone il percolamento in falda.