Canapa nel futuro italiano: una panoramica dei risultati

Nel mese di Ottobre è stato diffuso un sondaggio online rivolto a quanti sono direttamente o potenzialmente interessati alla produzione/commercializzazione della canapa per conoscere le rispettive esigenze in merito alla promozione, anche da parte delle istituzioni competenti, di tale settore in Italia.

 

Ad inchiesta conclusa, possiamo affermare che, grazie anche ad un buon numero campione a rappresentanza della popolazione, è stato possibile definire un quadro stimolante del settore in argomento. Va considerato che gli intervistati hanno avuto accesso al sondaggio attraverso i canali social di AssoCanapa Group, e quindi avevano già espresso un interesse verso la canapa.

Si riportano negli infografici di seguito un sunto dei quesiti posti dal questionario e le risposte ottenute. 

Infografico 1

Dalla risposta più diffusa (quasi la metà degli intervistati) si osserva un grande interesse a creare imprese nel settore canapicolo. Ciò è probabilmente attribuibile alla diffusione delle conoscenze sulla canapa, quale prodotto facilmente inseribile in un sistema di economia circolare. Comparando tuttavia la risposta qui ottenuta ad una veloce valutazione delle richieste d’informazioni che pervengono al servizio di consulenza generale “Question Time” di AssoCanapa da parte di chi interessato ad avviare un’attività, si può ipotizzare con grandi probabilità che molto dell’interesse sia rivolto ai fiori e alla produzione di “cannabis light”.

Infografico 2

 

Dalle tre domande sullo sviluppo, risulta che si sia a conoscenza del veloce sviluppo che la bioedilizia in canapa sta subendo: si ritiene che i materiali debbano essere in primis un’eccellenza italiana. Questo è in linea con i trend di vendite che si sono osservati in Assocanapa Srl per quanto riguarda il canapulo e la qualità che già oggigiorno si riscontra nel prodotto italiano.

Il fatto che al secondo posto, preceduto dal settore della bioedilizia, vi sia il settore tessile, è probabilmente attribuibile alla secolare tradizione italiana che vede la canapa quale materia prima principale per la produzione di tessuti. Occorre tuttavia osservare che è proprio nel settore tessile dove si rileva un consistente gap tecnologico che riguarda, in particolare, il passaggio da materia prima a filato e che rappresenta il maggior ostacolo alla diffusione della coltura della canapa. Spesso non vi è conoscenza, tra il pubblico, di questo gap che da decenni ha ostacolato uno sviluppo; ma è incoraggiante percepire una rinascita d’interesse a trovare soluzioni per colmare il gap, e l’associazione crede vi sia una concreta possibilità che si aprano spiragli nel settore nei prossimi anni. In generale notiamo dal grafico che la percezione dell’effettivo sviluppo economico della filiera è quello che si ricava dai media, ma non è quello reale riscontrato lavorando nel settore.

Anche se il settore bioplastico non rientra tra le attuali tipiche produzioni industriali italiane, l’elevato numero di risposte a suo favore emerso dal questionario dimostra tuttavia l’interesse che suscita tra gli intervistati che vedono in tale settore un potenzialmente forte competitore del petrolio ed un’alternativa sostenibile per il futuro. Se si volesse realmente perseguire questa strada, vi è necessità di investire in ricerca di processi industriali adatti.

Un risultato sorprendente per il contesto del Bel Paese è vedere l’alimentare rispettivamente al terzo e quarto posto: ancora un posto alto in classifica, ma minore rispetto al previsto. Tutt’oggi la varietà, qualità e creatività nella produzione di alimenti con canapa in Italia è altamente competitiva rispetto agli altri paesi europei: sono tuttavia manifatture artigianali o di piccole-medie imprese, che hanno una insignificante penetrazione sul mercato della grande distribuzione e quello internazionale. L’Italia dunque vanta come sempre prodotti alimentari di qualità, ma la loro accessibilità è ridotta in confronto a quella riscontrata in mercati esteri.

Viste le tendenze dell’ultimo anno, ha anche sorpreso l’ultimo posto riservato al design e moda: malgrado si ritenga di fondamentale importanza lo sviluppo del tessile, la sua applicazione finale ha poi una minore rilevanza tra gli intervistati. Ciò è inaspettato dato il contesto socio-culturale per il settore moda e design italiano, e a fronte dell’interesse che sta nascendo tra i produttori di moda per la canapa su territorio nazionale.

Infografico 3

 Nel momento in cui il consumatore ha possibilità di decidere a cosa avere accesso sul mercato, maggior parte dei rispondenti hanno nuovamente optato per poter accedere a materiali per la bioedilizia in canapa. Questo desiderio si trova in correlazione con gli aumentati interventi di restauro e rinnovo di edifici a seguito dei bonus statali, soprattutto quelli implementati in visione di una transizione ecologica. Si è espressa poi la volontà di poter ottenere bioplastiche in sostituzione di derivati del petrolio, il che denota, insieme alla bioedilizia, un’anima tendenzialmente ambientalista di chi si interessa di canapa e una disponibilità a spendere per un prodotto non fossile. Inaspettatamente, vi è anche un forte interesse per carta e cartone in canapa: il pubblico oggigiorno ha dunque o consapevolezza dell’insostenibilità della produzione cartaria da alberi e delle problematicità di soddisfazione del mercato attraverso il riciclo, o interesse nella rinascita di un (nuovamente antico) settore per soddisfare l’utilizzo di materiali quotidiani.

Nutraceutica, cosmesi e design, settori in cui anticipavamo maggiore richiesta in Italia, sono arrivati tra gli ultimi nei sondaggi.

Infografico 4

 

Certamente fino ad ora i finanziamenti sono stati pochi e di difficile accesso, quindi  il risultato del sondaggio è coerente con l’effettiva realtà. Ciò può derivare dal fatto che chi ha risposto è gente che, volendo iniziare un’attività, si è mossa per cercare finanziamenti ma non ne è rimasta soddisfatta. Molti ritengono che nella creazioni di investimenti bisognerebbe pensare in primo luogo agli agricoltori e alle piccole o giovani imprese che si lanciano sulla trasformazione della materia. Un interessante 12% dei voti però è andato a creazione di marchi e bollini, segno che si crede che la certificazione e valorizzazione dei prodotti possa essere un primo volano di partenza per il mercato.

In conclusione, dal  questionario emerge  un grande interesse per la lavorazione della cannabis, un settore che, per il suo sviluppo, richiederebbe  tuttavia un aggiornamento tecnologico riguardante gli impianti da destinare ai suddetti settori merceologici; un aggiornamento che tuttavia appare difficile se privo del necessario sostegno, anche finanziario, istituzionale.  

Bisogna però altresì sottolineare che lo sviluppo della canapa è un fatto recente ed è solo da poco che sta suscitando l’interesse delle istituzioni competenti.